Alla ricerca dell’Umami

Novembre 26th, 2019 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici 0 thoughts on “Alla ricerca dell’Umami”

Quinoa con barbabietola e radicchio al miso

Il termine umami tecnicamente definisce in giapponese il quinto gusto, dopo dolce, salato, amaro e acido. Con questi, più il piccante, si forma la tavolozza di gusti percepiti dalla nostra lingua attraverso le papille gustative, con tutte le sfumature e gli abbinamenti che ne derivano. Ma se chiedete a un giapponese di spiegarvi cos’è l’umami, la prima cosa che gli verrà in mente è il dashi, cioè il brodo al gusto di alghe (o pesce), la base della zuppa di miso e di tante preparazioni. Sono ormai personalmente convinta che dietro il termine umami si nasconda un concetto ben più complesso, un gioco di equilibri tra i 5 gusti in cui il profumo del mare è importante tanto quanto gli altri 4 (salato, dolce, amaro, acido). Le ricette giapponesi, da quelle semplicissime a quelle elaborate, non esprimono altro, in fondo, che l’arte dell’equilibrio del palato, la ricerca dell’armonia che è alla base dello zen. Il richiamo ai 5 elementi e alla natura è onnipresente.

Per due persone

180 gr di quinoa

Una barbabietola di medie dimensioni, cruda

Un radicchio lungo

2 cucchiai di Shiro Miso (pasta fermentata di soia ottenuta dalla fermentazione veloce con koji aspergillus e dal sapore meno salato del miso scuro in generale; reperibile nei negizi etnici e bio)

Olio evo

2 cm di alga kombu

Sale integrale

Salsa di soia

Zenzero in salamoia (facoltativo)

Procedimento:

Mettere l’alga kombu a mollo in un litro d’acqua per almeno un paio d’ore, meglio mezza giornata. Con questo brodo dal delicato profumo di mare, detto dashi (tolta l’alga e conservata per altre preparazioni), si otterrà la zuppa di miso e si potranno insaporire verdure stufate e altre ricette a piacere. Provare per credere!

Tostare la quinoa a fuoco medio senza l’aggiunta di olio, a parte portare a bollore 400 ml di acqua. Quando l’acqua bolle, versarla sulla quinoa, abbassare al minimo la fiamma e cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua, con coperchio. Salare alla fine e mettere da parte.

In una padella antiaderente, scaldare dell’olio evo e rosolare leggermente la barbabietola tagliata a fette di 2-3 millimetri, quando è lucida e ha cambiato leggermente colore, aggiungere il radicchio affettato e saltare il tutto rapidamente. In una tazzina da caffè, stemperare lo shiro miso con il dashi e un goccio di salsa di soia. Distribuire barbabietole e radicchio in strato uniforme nella padella (nel frattempo il volume si sarà abbassato), e rovesciarvi sopra la quinoa allargandola bene, quindi versare omogeneamente il miso e se necessario ancora un po’ di dashi. Stufare per un paio di minuti non di più, con coperchio a fiamma bassa, in modo che il miso penetri completamente nelle verdure. Prima di servire, aggiungere a piacere qualche pezzetto di zenzero in salamoia. Mescolare e servire ancora caldo e fumante. Ai più attenti che sono arrivati a leggere fino a qui, voglio mostrare un’immagine del mio back-stage, il dietro le quinte dove scatto le foto dei miei piatti. Quasi mi vergogno un po’, visto che non è un set fotografico da blogger professionale, ma lo faccio per due motivi: primo, per chiedere consigli e scambiare idee con altre/i food-bloggers professionisti, secondo, per farvi fare due risate! Il davanzale della finestra della cucina mi regala sempre una bella luce naturale, e da qui, affacciata alla finestra sul giardino, vi saluto!

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