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Una ricetta per Pasqua

Aprile 10th, 2020 Posted by Blog, Dolci da forno, Mailing, Ricette 0 thoughts on “Una ricetta per Pasqua”

Panzerotti dolci di mandorle ai fiori d’arancio, con gocce di cioccolato

A Pasqua vi volglio immaginare avvolti da un’allegra intimità domestica, intenti nella riscoperta delle cose semplici e delle piccole felicità che avevamo dato per scontato. Oggi tutto assume un diverso valore, stiamo dando una nuova direzione ad una vita significativa. Sono certa che usciremo da questo periodo persone migliori, meno superficiali e più attenti a chi ci sta intorno, all’ambiente e a tutti gli esseri.

Il dolce che vi porto è aromatizzato ai fiori d’arancio, il profumo della Primavera, e spero che possiate preparare questa ricetta con i vostri bimbi e famigliari, e condividerla con i vicini di casa. La Pasqua è la festa della rinascita e della pace, e quest’anno mi sembra meravigliosa più che mai!

Per l’impasto:

170 gr di farina 0

30 gr di farina di riso integrale

60 gr di zucchero di canna

70 gr margarina vegetale senza olio di palma

½ cucchiaino di lievito vanigliato per dolci

Un pizzico di sale

Acqua q.b.

Per il ripieno:

100 gr di mandorle pelate

150 gr di latte d’avena

50 gr di zucchero di canna

1 cucchiaino di amido di mais (5 gr)

25 gr di cioccolato fondente 70 %

2-3 gocce di olio essenziale di fiori d’arancio oppure mezza fiala di acqua di fiori d’arancio per dolci

Procedimento:

Mettere in ammollo in acqua fredda le mandorle per una notte in modo che si ammorbidiscano (8-10 ore). Scolare e risciacquare la mandorle, quindi frullarle finemente in un mixer. In una piccola casseruola con triplo fondo inox, versare il latte vegetale, le mandorle tritate, lo zucchero, l’amido di mais e l’essenza di fiori d’arancio, mescolando bene. Mettere sul fuoco la casseruola, per precauzione è possibile aggiungere una rete frangi-fiamma; mescolare spesso a fiamma media, fino alla comparsa del bollore, quindi ripassare con un frullatore ad immersione e rovesciare la crema in un piatto fondo in modo da farla raffreddare completamente. A parte, pesare il cioccolato, e tritarlo molto grossolanamente.

Pesare tutti gli ingredienti per l’impasto, e iniziare ad impastarli senza acqua in modo da distribuire omogeneamente la margarina; se possibile, utilizzare una planetaria, altrimenti impastare a mano in una ciotola senza riscaldare eccessivamente la massa. Aggiungere l’acqua poco alla volta, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Formare una palla e farla raffreddare 5 minuti in frigo.

Stendere la sfoglia tra due fogli di carta forno dello spessore di una normale brisè, o poco più. Preriscaldare il forno a 180°C. Una volta raffreddata la farcitura di mandorle, incorporare il cioccolato e mescolare bene.

Formare dei dischi di sfoglia del dimetro di circa 8-10 cm, farcire con un cucchiaino di ripieno, e ripiegare schiacciando i bordi con una forchetta o aiutandosi con gli appositi stampini da ravioli. Consiglio di non esagerare con la farcitura, altrimenti si romperanno gonfiandosi durante la cottura. A questo proposito, suggerisco di fare una prova con un primo panzerotto e cuocerlo, per capire la quantità giusta di ripieno. La cottura in forno ventilato varia dai 12 ai 15 minuti a seconda della misura: saranno cotti quando il bordo si colora leggermente e si staccano perfettamente dalla placca, la parte inferiore dorata e croccante.

In alternativa, è possibile fare delle piccole crostatine con la medesima farcitura.

Far raffreddare completamente, prima di spolverare con zucchero a velo e servire con un bicchiere di Zibibbo, Passito o Vin Santo.

Buona Pasqua! Spero che la pace possa dimorare nei vostri cuori!

Panzerotti verdi al forno

Marzo 9th, 2020 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici, Ricette 0 thoughts on “Panzerotti verdi al forno”

Dosi per 4 panzerotti grandi (12 cm di diametro)

Per l’impasto:

100 gr di farina di farro monococco integrale

40 gr di margarina vegetale senza olio di palma

Per la farcia:

80 gr di anacardi

160 gr di cime di rapa bollite (il peso si riferisce alle cime già sbollentate con un pizzico di bicarbonato di sodio e leggermente strizzate)

Sale

Noce moscata

Procedimento

Nella planetaria stemperare la margarina nella farina di farro integrale, quindi aggiungere un pizzico di sale e acqua poco alla volta, fino ad ottenere un impasto molto elastico e compatto, che non appiccichi alle mani. Formare una palla, coprire e mettere da parte. In un mixer, tritare gli anacardi e le cime di rapa, grattugiare la noce moscata e salare. Lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Riprendere l’impasto e stendere una sfoglia abbastanza sottile, ricavare 4 dischi con lo stampo da panzerotti di 12 cm di diametro. Suddividere la farcitura, e richiudere a metà i panzerotti, inumidendo i bordi in modo che aderiscano bene. Se non si possiede lo stampo apposito, si possono ritagliare dei dischi con un coppapasta o una ciotola, e schiacciare i bordi con la forchetta. Disporre i panzerotti su una placca da forno con carta antiaderente e spennellare la superficie con margarina. Cuocere in forno preriscaldato per circa 15 minuti a 170°C, fino quando i bordi saranno dorati e croccanti. Se avete il forno a vapore, impostate i primi 10 minuti a vapore a 170°C, e altri 3-5 minuti a 180°C ventilato con grill superiore.

San Valentino è solo una scusa

Febbraio 14th, 2020 Posted by Blog, Dessert al cucchiaio, Mailing, Ricette 0 thoughts on “San Valentino è solo una scusa”

Semifreddo allo yogurt di mango con base raw alle bacche di goji

Oggi solo una ricetta al volo, volevo condividere questa leccornia ma non ho tempo per le “ciance”! Ho bella giornata all’orizzonte, e questo orizzonte si avvicina a grandi passi! Ma San Valentino si merita un pò d’amore!

Per 5 cuoricini (stampo in silicone, mi raccomando):

Per la base raw: metti in ammollo in poca acqua calda 70 gr di bacche di goji, quando si saranno ammorbidite, scolale e frullale con 100 gr di anacardi, un cucchiaio di olio di cocco e una goccia di olio essenziale di arancio dolce (ad uso interno). Fai raffreddare un pò in frigo l’impasto, prima di compattarlo con le dita sul fondo degli stampini. Riposo in frigo.

Nel frattempo, versa in un pentolino 20 ml di acqua, due-tre cucchiai di succo di mandarino, un grammo di agar agar e due cucchiai di zucchero di canna, a fiamma bassa scalda la miscela, mescolando fino a quando vedi comparire i primi segni del bollore. Frulla questa gelatina con 150 gr di yogurt di soia al mango e 50 gr di mandorle tritate, fino ad ottenere una crema leggermente ruvida ma omogenea, con la quale riempi gli stampi. Se non trovi lo yogurt al mango, penso possa andare bene anche uno agli agrumi, o alla pesca o alla vaniglia. Metti in freezer per almeno 4 ore, per estrarre i semifreddi, toglili dal congelatore una mezz’ora prima di servirli e falli stemperare a temperatura ambiente. Infine, per guarire, frutti rossi e rose rosse!

Dolce Natale

Dicembre 18th, 2019 Posted by Blog, Dessert al cucchiaio, Mailing, Ricette 0 thoughts on “Dolce Natale”

Blancmange al lime, coulis di mandarino al Calvados e alchechengi da mordere

Avete in programma uno di quei pranzi di Natale estremi, quando, giunti al desset (il classico panettone), vorreste inscenare un attacco di panico e scappare a gambe levate? Ho pensato anche a questo! La mia proposta alternativa è un dolce semplice da realizzare, un bicchierino di crema delicata di mandorle al lime, con coulis leggermente alcolica e un morbido frutto da mordere… il dessert che si fa digestivo! Infatti, io ho usato proprio dei bicchieri da grappa da 60 ml, e se non riuscite a trovare un buon Calvados (acquavite di mele), in alternativa potete utilizzare un rhum ambrato. Il kuzu, inoltre, è una radice giapponese utilizzata per la cura dei disturbi digestivi. Bloccate ogni via di fuga, dunque, e rinfrescatevi le papille: dopo vi aspettano i regali!

Per il blancmange (12 bicchierini)

450 ml di latte di riso o mandorla riso

50 gr di mandorle pelate, leggermente tostate

100 gr di zucchero di canna

1 gr di agar-agar (mezza bustina)

8 gr di olio di cocco

La buccia grattugiata di 1 lime (bio non trattato)

Tostate leggermente le mandorle e fatele raffreddare completamente, quindi tritatele abbastanza finemente. Scaldate una parte del latte, in cui avrete grattugiato la buccia del lime, in una piccola casseruola con triplo fondo inox assieme all’olio di cocco, e utilizzate la rimanente parte per diluire le mandorle mescolate con agar-agar e zucchero. Quando il latte inizia a fumare, versate il resto del composto e portate ad ebollizione, senza smettere di mescolare. Al primo bollore, togliete dal fuoco la crema e distribuitela in 12 piccole coppette o bicchierini (se vi sembra che ci siano in superficie delle gocce di olio di cocco non emulsionate, meglio frullare pochi istanti con frullatore ad immersione); raffreddandosi completamente, dapprima a temperatura ambiente e successivamente in frigo, si addenserà.

Per gli alchechengi da mordere al cioccolato

12 alchechengi freschissimi, 50 gr di cioccolato fondente 70% di cacao minimo

Semplicissimo: aprite i petali della bacca delicatamente, pressandoli con le dita all’attaccatura in modo che rimangano ribaltati. Fondere a bagnomaria il cioccolato senza far bollire l’acqua, e inzuppare i frutti, che lascerete asciugare a temperatura ambiente su carta antiaderente, senza toccarli fino al momento di servirli. Col cioccolato che avanza, potete fare dei dischetti per la guarnitura.

Per la coulis di mandarino al Calvados

6-8 mandarini (o clementine)

4 cucchiai di zucchero di canna

2 cucchiaini colmi di Kuzu in polvere

2 cucchiai di Calvados

Spremete i mandarini fino ad ottenere 200 ml di succo, mescolatelo con lo zucchero ed il liquore. Pestare in un mortaio il kuzu fino a renderlo una polvere fine ed aggiungetelo alla spremuta. Versate questo sciroppo in un tegame e portate a bollore, mescolando continuamente: quando bolle, abbassate la fiamma al minimo e mescolate ancore per un minuto, quindi rovesciate lo sciroppo in una ciotola e far raffreddare in frigo.

Per ultimare il dessert

Al momento di servire, con un cucchiaio distribuite la coulis sul blancmange e immergete in ciascun bicchierino una bacca di alchechengi. Il profumo agrumato del lime e del mandarino si sposano alla perfezione sia col cioccolato amaro sia con la nota leggermente alcolica del Calvados. Voglio sentire le orecchie che mi fischiano… Buona Festa a tutti!

Alla ricerca dell’Umami

Novembre 26th, 2019 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici 0 thoughts on “Alla ricerca dell’Umami”

Quinoa con barbabietola e radicchio al miso

Il termine umami tecnicamente definisce in giapponese il quinto gusto, dopo dolce, salato, amaro e acido. Con questi, più il piccante, si forma la tavolozza di gusti percepiti dalla nostra lingua attraverso le papille gustative, con tutte le sfumature e gli abbinamenti che ne derivano. Ma se chiedete a un giapponese di spiegarvi cos’è l’umami, la prima cosa che gli verrà in mente è il dashi, cioè il brodo al gusto di alghe (o pesce), la base della zuppa di miso e di tante preparazioni. Sono ormai personalmente convinta che dietro il termine umami si nasconda un concetto ben più complesso, un gioco di equilibri tra i 5 gusti in cui il profumo del mare è importante tanto quanto gli altri 4 (salato, dolce, amaro, acido). Le ricette giapponesi, da quelle semplicissime a quelle elaborate, non esprimono altro, in fondo, che l’arte dell’equilibrio del palato, la ricerca dell’armonia che è alla base dello zen. Il richiamo ai 5 elementi e alla natura è onnipresente.

Per due persone

180 gr di quinoa

Una barbabietola di medie dimensioni, cruda

Un radicchio lungo

2 cucchiai di Shiro Miso (pasta fermentata di soia ottenuta dalla fermentazione veloce con koji aspergillus e dal sapore meno salato del miso scuro in generale; reperibile nei negizi etnici e bio)

Olio evo

2 cm di alga kombu

Sale integrale

Salsa di soia

Zenzero in salamoia (facoltativo)

Procedimento:

Mettere l’alga kombu a mollo in un litro d’acqua per almeno un paio d’ore, meglio mezza giornata. Con questo brodo dal delicato profumo di mare, detto dashi (tolta l’alga e conservata per altre preparazioni), si otterrà la zuppa di miso e si potranno insaporire verdure stufate e altre ricette a piacere. Provare per credere!

Tostare la quinoa a fuoco medio senza l’aggiunta di olio, a parte portare a bollore 400 ml di acqua. Quando l’acqua bolle, versarla sulla quinoa, abbassare al minimo la fiamma e cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua, con coperchio. Salare alla fine e mettere da parte.

In una padella antiaderente, scaldare dell’olio evo e rosolare leggermente la barbabietola tagliata a fette di 2-3 millimetri, quando è lucida e ha cambiato leggermente colore, aggiungere il radicchio affettato e saltare il tutto rapidamente. In una tazzina da caffè, stemperare lo shiro miso con il dashi e un goccio di salsa di soia. Distribuire barbabietole e radicchio in strato uniforme nella padella (nel frattempo il volume si sarà abbassato), e rovesciarvi sopra la quinoa allargandola bene, quindi versare omogeneamente il miso e se necessario ancora un po’ di dashi. Stufare per un paio di minuti non di più, con coperchio a fiamma bassa, in modo che il miso penetri completamente nelle verdure. Prima di servire, aggiungere a piacere qualche pezzetto di zenzero in salamoia. Mescolare e servire ancora caldo e fumante. Ai più attenti che sono arrivati a leggere fino a qui, voglio mostrare un’immagine del mio back-stage, il dietro le quinte dove scatto le foto dei miei piatti. Quasi mi vergogno un po’, visto che non è un set fotografico da blogger professionale, ma lo faccio per due motivi: primo, per chiedere consigli e scambiare idee con altre/i food-bloggers professionisti, secondo, per farvi fare due risate! Il davanzale della finestra della cucina mi regala sempre una bella luce naturale, e da qui, affacciata alla finestra sul giardino, vi saluto!

Mousse di castagne con sciroppo di barbabietola dolce e crumble di nocciole

Novembre 11th, 2019 Posted by Blog, Dessert al cucchiaio, Mailing, Ricette 0 thoughts on “Mousse di castagne con sciroppo di barbabietola dolce e crumble di nocciole”

Un dessert “da meditazione” d’autunno, come piace a me: avvolgente, ma non troppo dolce, composto da una mousse morbida e da un croccante per raccogliere lo sciroppo al cardamomo. Un pò lungo da preparare, ma di grande soddisfazione!

Per il croccante:

100 gr di fiocchi d’avena mignon

70 gr di nocciole tostate

40 gr di zucchero di canna

1 cucchiaio di olio di cocco

Procedimento

Mescolare i fiocchi d’avena con l’acqua e lasciare riposare un’oretta. Trascorso questo tempo, mescolarli con le mani in una ciotola con lo zucchero, l’olio di cocco e le nocciole tritate grossolanamente, compattando con le dita l’impasto. Su un foglio di carta antiaderente, schiacciare con le mani uno strato di impasto alto circa 3-5 mm, e metterlo nell’essiccatore a 40°C per circa 18-20 ore, fino a quando si è solidificato ed è diventato ben croccante. In alternativa, metterlo in forno al minimo, controllando spesso che non si bruci, fino a completa essiccazione (può essere utile in certi forni tenere lo sportello leggermente socchiuso).

Per la mousse di castagne

500 gr circa di castagne

100 ml di latte di soia

100 gr di zucchero di canna integrale

½ stecca di vaniglia

Procedimento

Sbucciare le castagne crude e metterle a bollire in una casseruola con acqua e un pizzico di sale per circa mezz’ora. Scolare sotto un getto d’acqua fredda in modo da interrompere la cottura, quindi eliminare pazientemente la pelle con un coltellino. A questo punto, eliminate le castagne “con l’ospite”, quelle nere, e alla fine, avendone mangiato qualcuna per addolcire l’ingrato lavoro, a me ne sono rimaste circa 370 gr. Facendo le debite proporzioni, aggiungere alle castagne spezzate lo zucchero, il latte e la stecca di vaniglia incisa nel senso della lunghezza, e portare a bollore. Dopo un minuto, spegnere il fuoco e far raffreddare, quindi aprire la stecca di vaniglia e spremere tutti i semini neri dolcissimi. Con il frullatore ad immersione, lavorare ancora tiepido, in modo da emulsionare e rendere soffice la crema, come una mousse. Far raffreddare completamente in frigo.

Per lo sciroppo di barbabietola dolce

1 barbabietola cruda

30 gr di zucchero integrale o 2 cucchiai di sciroppo d’agave

3-4 gr di kuzu (gelificante naturale giapponese ricavato da un tubero)

3-4 baccelli di cardamomo

Procedimento

Lavare e sbucciare la barbabietola, quindi tagliarla e spremerne tutto il succo in un estrattore. Ricavatone circa 150 gr di succo, mescolarlo con lo zucchero e il kuzu polverizzato. Aprire i baccelli di cardamomo ed aggiungere i semi al succo; portare a bollore in un tegamino, bollire 2 minuti, quindi filtrare e raffreddare lo sciroppo.

Per servire il dessert:

Prelevare delle piccole quantità di mousse di castagne e formare delle palline con le mani, oppure con la sac a poche creare delle spumette in un piatto. Spezzare il croccante a pezzi da infilzare nella mousse o sbriciolarlo, distribuire lo sciroppo tutto attorno.

Seitan con funghi Shiitake e castagne

Ottobre 21st, 2019 Posted by Blog, Mailing, Ricette, Secondi e proteine 0 thoughts on “Seitan con funghi Shiitake e castagne”
Castagne e funghi: il profumo del bosco in autunno

I funghi shiitake sono i miei preferiti, non solo per il loro sapore persistente e dolce, ma anche per le proprietà benefiche. In questi ultimi anni, infatti, le ricerche biologiche sulle proprietà medicinali di alcune specie fungine hanno fatto molte scoperte: Maitake e Reishi sembra che, oltre a rafforzare il sistema immunitario, contribuiscano a tenere sotto controllo il colesterolo, il Coprinus ha mostrato buoni risultati sull’abbassamento della glicemia, gli Shiitake in Giappone sono considerati un farmaco antitumorale naturale. Non crescendo a terra, ma sui tronchi degli alberi, questi funghi non presentano il rischio di estrarre dall’hummus le sostanze tossiche del suolo. Certamente, non è con un bel piatto di funghi ogni tanto che otteniamo effetti terapeutici, bensì con gli estratti concentrati degli integratori nel dosaggio consigliato, e sempre sotto prescrizione di un medico o naturopata preparato, in modo da evitare effetti indesiderati.

Ho la fortuna di avere conosciuto, non lontano da casa, una coltivatrice di queste prelibatezze, che li coltiva in maniera naturale e biologica su tronchi di quercia, con una procedura delicata e laboriosa. Quando la stagione presenta le condizioni di temperatura e umidità ideali, ne ha una vera e propria esplosione, e nell’abbondanza li posso anche essiccare e conservare. Da secchi si possono utilizzare per risotti, farciture, polpette, zuppe… Freschi io li adoro anche semplicemente passati sulla piastra tipo grill, 5 minuti per lato, e poi conditi solo con tamari e prezzemolo tritato. Ma il seitan con le castagne è la mia ricetta preferita, fatta apposta per riscaldare l’autunno e i primi freddi.

Ingredienti

450 gr di seitan morbido, tipo impastato a mano

400 gr di shiitake freschissimi

12-15 castagne fresche

1 foglia di alloro

½ spicchio d’aglio

Mirin

Tamari

Olio evo

Miso delicato tipo Shiro Miso

Preparazione

Per prima cosa sbucciare le castagne e bollirle in acqua con un pizzico di sale per circa mezzora, fino a quando sono tenere ma ancora sode. Raffreddarle sotto un getto d’acqua fredda, in modo da interrompere la cottura, ed eliminare la pellicina con un coltellino, facendo attenzione a non romperle. Pulire i funghi a secco con un pennellino dalle eventuali tracce di corteccia (questi funghi non crescendo a terra, sono sempre molto puliti, e non devono essere bagnati e lavati) ed affettarli a fette di circa 0,5 cm. In un tegame, intiepidire l’olio con l’aglio e l’alloro, e rosolare a fiamma medio bassa i funghi per qualche minuto, quindi aggiungere un dito d’acqua e ultimare la cottura con coperchio a fiamma bassissima. A metà cottura, eliminare la foglia di alloro.

Sul tagliere, affettare il seitan e passarlo in una padella ben calda girandolo da entrambi i lati fino a quando si sia leggermente brunito sui bordi. Spegnere il fuoco e irrorare velocemente con tamari, mescolando bene. Dopo circa 10 minuti, la cottura dei funghi dovrebbe essere ultimata; aggiungere un po’ di mirin (vino dolce di riso) e un cucchiaio di miso diluito in una tazzina di acqua, far evaporare, quindi unire il seitan e le castagne, mescolare e servire ben caldo.

Clafoutis vegan di ciliegie

Ottobre 16th, 2019 Posted by Dessert al cucchiaio, Ricette 2 thoughts on “Clafoutis vegan di ciliegie”
direttamente al cucchiaio o… upside down!

Nonostante io sia da sempre contraria all’imitazione dei classici in chiave vegan, pechè solitamente il risultato delude le aspettative, questa crema rappresa al forno esalta il sapore della frutta estiva e non delude il palato!

Ingredienti

250-300 gr ciliegie fresche denocciolate

500 gr latte di soia

80 gr farina di riso impalpabile

60 di zucchero di canna

Una grattugiata di scorza di limone o di zenzero fresco a piacere

Curcuma un pizzico

Un cucchiaino di olio di cocco

Preparazione

Preriscaldare il forno a 160°C. Mescolare la farina di riso e un po’ di latte di soia in una ciotola con la curcuma. In una casseruola scaldare la restante parte di latte con l’olio di cocco e lo zucchero. Una volta denocciolate e spaccate le ciliegie, distribuirle sul fondo di 7-8 pirottini oleati o antiaderenti, lasciandone da parte qualcuna per la superficie. Quando il latte è ben caldo, rovesciare la miscela con farina e mescolare con una spatola fino al primo bollore. Spegnere e trasferire immediatamente la crema nei pirottini, cospargere le altre ciliegie e infornare per 12-15 minuti fino a quando la crema si rapprende. Raffreddare completamente prima di servire o rovesciare.

Crema di pesche alla lavanda

Ottobre 16th, 2019 Posted by Dessert al cucchiaio, Ricette 0 thoughts on “Crema di pesche alla lavanda”
la lavanda nei dessert crea una vera magia

In questa crema ho utilizzato come dolcificante lo xilitolo di betulla, che è una valida alternativa allo zucchero per chi deve tenere sotto controllo la glicemia

Ingredienti

500 ml di latte di soia

1 pesca bianca grande o due piccole “di vigna”, anche le nettarine in alternativa vanno bene

80 gr di xilitolo in polvere (linfa di betulla)

30 gr di amido di mais

2 fiori di lavanda

Preparazione

Mettere in infusione la lavanda in una pallina da tè nel latte caldo per un quarto d’ora.

Sbucciare e frullare le pesche, aggiungere il latte filtrato, lo zucchero e l’amido e lavorare col frullatore ad immersione in modo da emulsionare energicamente. Rimettere la crema sul fuoco e portare al primo bollore: se si desidera montare leggermente la crema e si possiede un mixer potente, frullare ancora qualche secondo. Raffreddare dapprima a temperatura ambiente, quindi trasferire in frigo.

Ciambella integrale all’uva fragola

Ottobre 16th, 2019 Posted by Dolci da forno, Ricette 0 thoughts on “Ciambella integrale all’uva fragola”

Una merenda di fine estate sana e golosa!

Ingredienti

Un grappolo o due di uva fragola

100 gr di farina integrale di sorgo

40 gr di fiocchi d’avena + 10 a parte per la superficie

80 gr di zucchero di canna scuro

1 bustina di lievito per dolci

30 gr di amido di mais

130 gr di bevanda vegetale

20 gr di olio alto oleico

20 gr di olio evo

Un pizzico di sale

Preparazione

Preriscaldare il forno a 180°C. Pesare separatamente 40 gr di avena e zucchero, gli ingredienti secchi in una ciotola e quelli liquidi in una caraffa. In un mixer frullare leggermente i fiocchi d’avena con lo zucchero, quindi aggiungere i restanti ingredienti secchi ed emulsionare con le fruste versando i liquidi dalla caraffa tutti in una volta; se necessario aggiungere ancora un goccio di latte a seconda dei fiocchi d’avena utilizzati. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, amalgamare delicatamente gli acini d’uva con una spatola in modo da non romperli, quindi rovesciare l’impasto in uno stampo da ciambella antiaderente o preparato con olio e una spolverata di farina. Sulla superficie, distribuire ancora qualche acino d’uva e i restanti 10 gr di fiocchi interi, quindi infornare per circa 25. Raffreddare completamente prima di staccare.

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