Posts in Primi e piatti unici

Auguri di sorellanza

Marzo 8th, 2021 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici, Ricette 0 thoughts on “Auguri di sorellanza”
Ravioli mimosa

Le qualità che preferisco dell’essere donna sono la sensibilità, la perseveranza, l’amore altruistico, e soprattutto il sentimento di sorellanza. Sappiamo capire senza parole, comunicare a distanza e attivarci in soccorso senza paura e senza risparmiarci. Il mio augurio è di coltivare questi talenti, ricordandoci che poi nella prossima vita magari nasceremo di sesso maschile, e saremo uomini migliori.

Per non vedere solo mimose e torte piene di zuccheri, ho pensato a questa ricetta per festeggiare in compagnia.

Ravioli mimosa

Per 16 ravioli
130 gr di farina di grano duro
5 gr di curcuma in polvere
Sale
80 ml di acqua a temperatura ambiente
Per il ripieno
80 gr di tofu affumicato
80 gr di costine tenere
25-30 gr di semi di canapa decorticati
1 cucchiaio di fecola o poco più
Sale
Per la salsa
100 ml di estratto di carote di zenzero (circa 3 carote e 1 cm di zenzero)
20 gr di olio evo
8 gr di fecola
Sale
Procedimento
Per prima cosa preparare la farcitura frullando assieme tofu, costine (lavate e asciugate), semi di canapa e amido. Se troppo lenta, aggiungere un pò d’amido; salare leggermente e mettere da parte.
Ora preparare la salsa. Dopo aver spremuto le carote e lo zenzero con l’estrattore, mescolare in pentolino olio e fecola. Scaldare a parte il succo fino a quando è caldo, versarlo nel pentolino con l’olio e rimettere sul fuoco, mescolando con una frusta fino al primo bollore, in modo che si addensi. Salare e mettere da parte.
Impastare farina, curcuma, sale e acqua fino a ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Dopo averlo fatto riposare 10 minuti, stenderlo sottile col mattarello o con la macchinetta, quindi sagomare i ravioli con lo stampino. Inumidire i bordi, posizionare un cucchiaino di ripieno al centro e un altro disco al di sopra, schiacciando bene il perimetro con una forchetta e con le dita. Proseguire così fino a fine impasto.
Mettere sul fuoco una grande pentola d’acqua salata, quando bolle gettare i ravioli e girare con la schiumarola in modo che non si attacchino. Quando salgono a galla, dopo circa 2-3 minuti, ripassarli in una padella con olio e un goccio di acqua della cottura, quindi impiattare con la salsa tiepida.
Servire brindando con vino bianco Grechetto.
Auguri femmine!

Prossime attività e programma per Pasqua

Dopo il corso di dolci base, che ci ha dato una boccata di ossigeno, ora i workshop sono temporaneamente sospesi, speriamo di riprendere presto. Per Pasqua sarà organizzato un menù con consegne, a breve info e dettagli.

Nuova ricetta di stagione!

Ottobre 16th, 2020 Posted by Blog, Primi e piatti unici, Ricette, Secondi e proteine, Senza categoria 0 thoughts on “Nuova ricetta di stagione!”

Patate imbottite ai funghi

Era tanto che non avevo tempo di scrivere una ricetta sul blog, ma con le giornate che si accorciano ho meno cose da fare all’aperto e più tempo per strare al caldo del caminetto a scrivere. Buon per noi, che tra castagne e funghi stiamo anche mettendo su qualche chiletto! Questa è una ricetta semplice semplice, solo la preparazione del no-cheese richiede un pò più di tempo, ma si può fare prima e conservare in frigo per diversi giorni. Io ho usato i funghi shiitake, non solo perchè mi piacciono da matti, ma anche perchè vantano molte proprietà salutari e sono tollerabili anche dalla maggioranza di persone allergiche ai porcini, come me! Tra i benefici per la salute di questo prezioso fungo, che cresce sulle cortecce degli alberi e non sul suolo, ricordo le seguenti: è ricco di vitamina D e del gruppo B, oltre che di ferro, aiuta a controllare il colesterolo e depura il fegato, ha proprietà antinfiammatorie e alza le difese immunitarie. Consiglio di mangiarlo crudo se freschissimo, altrimenti di sottoporlo a cotture brevi e intense (tipo alla piastra, condito alla fine solo con slasa di soia e prezzemolo) e non lunghe ed estenuanti! Un’autentica delizia!

Patate imbottite ai funghi e no-cheese

2 patate grandi a pasta gialla (no trattate)

3-4 funghi shiitake (o altri funghi)

Olio evo

Sale integrale

Rosmarino

Formaggio vegan spalmabile:

200 gr di anacardi al naturale

1 cucchiaio colmo di amido di tapioca

½ cucchiaino di olio di cocco

1 cucchiaino raso di agar-agar

Sale

Erbe aromatiche

Succo di mezzo limone

Procedimento:

Mettere a mollo gli anacardi in acqua tiepida per un’oretta, quindi scolarli e frullarli con 350 ml di acqua fredda e gli altri ingredienti. Mettere la crema ottenuta in una piccola casseruola a triplo fondo e portare a bollore; seguire mescolando per un minuto, in modo che non attacchi, quindi rovesciare in uno stampo e raffreddare. Se addensasse troppo, aggiungere acqua: raffreddando si solidifica.

Lavare le patate con buccia, tagliare a metà e mettere a bollire per circa 20 minuti, fino a quando la forchetta entra senza difficoltà ma la polpa è ancora soda. Scavare delicatamente le patate, salare l’interno e farcire con qualche cucchiaio di formaggio e fettine di funghi crudi. Irrorare d’olio e rosmarino, quindi infornare a 180°C per una decina di minuti. Buon appetito!

Home Restaurant e Workshop

Con questo weekend ricomincia la stagione dei workshop, per il primo (Smart) sono già al completo! Iscrivetevi in fretta agli altri (Dolci base 31-10, La stagione delle zuppe 7-11, Dolci avanzato-acquafaba 14-11) se siete interessati, perchè per ora è possibile ospitare massimo 6 persone alla volta. Idem per gli ospiti dell’ Home Restaurant: ormai è più confortevole lo spazio interno, con il caminetto che scoppietta… il patio tornerà ad accogliervi in primavera. Vi aspettiamo, come sempre solo su prenotazione!

Panzerotti verdi al forno

Marzo 9th, 2020 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici, Ricette 0 thoughts on “Panzerotti verdi al forno”

Dosi per 4 panzerotti grandi (12 cm di diametro)

Per l’impasto:

100 gr di farina di farro monococco integrale

40 gr di margarina vegetale senza olio di palma

Per la farcia:

80 gr di anacardi

160 gr di cime di rapa bollite (il peso si riferisce alle cime già sbollentate con un pizzico di bicarbonato di sodio e leggermente strizzate)

Sale

Noce moscata

Procedimento

Nella planetaria stemperare la margarina nella farina di farro integrale, quindi aggiungere un pizzico di sale e acqua poco alla volta, fino ad ottenere un impasto molto elastico e compatto, che non appiccichi alle mani. Formare una palla, coprire e mettere da parte. In un mixer, tritare gli anacardi e le cime di rapa, grattugiare la noce moscata e salare. Lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Riprendere l’impasto e stendere una sfoglia abbastanza sottile, ricavare 4 dischi con lo stampo da panzerotti di 12 cm di diametro. Suddividere la farcitura, e richiudere a metà i panzerotti, inumidendo i bordi in modo che aderiscano bene. Se non si possiede lo stampo apposito, si possono ritagliare dei dischi con un coppapasta o una ciotola, e schiacciare i bordi con la forchetta. Disporre i panzerotti su una placca da forno con carta antiaderente e spennellare la superficie con margarina. Cuocere in forno preriscaldato per circa 15 minuti a 170°C, fino quando i bordi saranno dorati e croccanti. Se avete il forno a vapore, impostate i primi 10 minuti a vapore a 170°C, e altri 3-5 minuti a 180°C ventilato con grill superiore.

Alla ricerca dell’Umami

Novembre 26th, 2019 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici 0 thoughts on “Alla ricerca dell’Umami”

Quinoa con barbabietola e radicchio al miso

Il termine umami tecnicamente definisce in giapponese il quinto gusto, dopo dolce, salato, amaro e acido. Con questi, più il piccante, si forma la tavolozza di gusti percepiti dalla nostra lingua attraverso le papille gustative, con tutte le sfumature e gli abbinamenti che ne derivano. Ma se chiedete a un giapponese di spiegarvi cos’è l’umami, la prima cosa che gli verrà in mente è il dashi, cioè il brodo al gusto di alghe (o pesce), la base della zuppa di miso e di tante preparazioni. Sono ormai personalmente convinta che dietro il termine umami si nasconda un concetto ben più complesso, un gioco di equilibri tra i 5 gusti in cui il profumo del mare è importante tanto quanto gli altri 4 (salato, dolce, amaro, acido). Le ricette giapponesi, da quelle semplicissime a quelle elaborate, non esprimono altro, in fondo, che l’arte dell’equilibrio del palato, la ricerca dell’armonia che è alla base dello zen. Il richiamo ai 5 elementi e alla natura è onnipresente.

Per due persone

180 gr di quinoa

Una barbabietola di medie dimensioni, cruda

Un radicchio lungo

2 cucchiai di Shiro Miso (pasta fermentata di soia ottenuta dalla fermentazione veloce con koji aspergillus e dal sapore meno salato del miso scuro in generale; reperibile nei negizi etnici e bio)

Olio evo

2 cm di alga kombu

Sale integrale

Salsa di soia

Zenzero in salamoia (facoltativo)

Procedimento:

Mettere l’alga kombu a mollo in un litro d’acqua per almeno un paio d’ore, meglio mezza giornata. Con questo brodo dal delicato profumo di mare, detto dashi (tolta l’alga e conservata per altre preparazioni), si otterrà la zuppa di miso e si potranno insaporire verdure stufate e altre ricette a piacere. Provare per credere!

Tostare la quinoa a fuoco medio senza l’aggiunta di olio, a parte portare a bollore 400 ml di acqua. Quando l’acqua bolle, versarla sulla quinoa, abbassare al minimo la fiamma e cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua, con coperchio. Salare alla fine e mettere da parte.

In una padella antiaderente, scaldare dell’olio evo e rosolare leggermente la barbabietola tagliata a fette di 2-3 millimetri, quando è lucida e ha cambiato leggermente colore, aggiungere il radicchio affettato e saltare il tutto rapidamente. In una tazzina da caffè, stemperare lo shiro miso con il dashi e un goccio di salsa di soia. Distribuire barbabietole e radicchio in strato uniforme nella padella (nel frattempo il volume si sarà abbassato), e rovesciarvi sopra la quinoa allargandola bene, quindi versare omogeneamente il miso e se necessario ancora un po’ di dashi. Stufare per un paio di minuti non di più, con coperchio a fiamma bassa, in modo che il miso penetri completamente nelle verdure. Prima di servire, aggiungere a piacere qualche pezzetto di zenzero in salamoia. Mescolare e servire ancora caldo e fumante. Ai più attenti che sono arrivati a leggere fino a qui, voglio mostrare un’immagine del mio back-stage, il dietro le quinte dove scatto le foto dei miei piatti. Quasi mi vergogno un po’, visto che non è un set fotografico da blogger professionale, ma lo faccio per due motivi: primo, per chiedere consigli e scambiare idee con altre/i food-bloggers professionisti, secondo, per farvi fare due risate! Il davanzale della finestra della cucina mi regala sempre una bella luce naturale, e da qui, affacciata alla finestra sul giardino, vi saluto!

Riso integrale alle ortiche

Ottobre 16th, 2019 Posted by Primi e piatti unici, Ricette 0 thoughts on “Riso integrale alle ortiche”

Avanzano le verdure della sera prima? Nessun problema, non si butta via nulla! Entrano alla perfezione in una bowl per un pranzo veloce, con tanto di tisana detox!

Ingredienti per due persone

Un mazzo di ortiche fresche

Un cipollotto

180 gr di riso integrale

Olio evo

Mirin

Sale integrale q.b.

Dressing: yogurt di cocco non zuccherato

Preparazione

Per cuocere il riso integrale in modo rapido e senza disperdere i nutrienti, io preferisco procedere come segue: tosto il riso in una padella calda fino quando profuma, senza aggiunta di olio o altri grassi, quindi porto a bollore il doppio di acqua nella pentola a pressione, dove lo rovescio e chiudo il coperchio; a partire dal fischio, calcolo 10-14 minuti a seconda della misura del chicco di riso. Scolare e tenere l’acqua di cottura.

Pulire le foglie e le cime delle ortiche in acqua fredda e sbollentarle una decina di minuti, conservando l’acqua come tisana da bere, un ottimo rimedio detox! Rosolare in un tegame il cipollotto affettato a rondelle in olio evo, quindi aggiungere le ortiche sminuzzate grossolanamente e il riso. Se necessario, aggiungere un goccio di acqua di cottura del riso. Spruzzare un goccio di mirin, aggiustare di sale e dopo un paio di minuti togliere dal fuoco. Io lo ho abbinato a delle zucchine rosolate rapidamente in padella la sera prima, e a un cucchiaio di yogurt di cocco non dolcificato, ma qualunque verdura di stagione si accompagna bene.

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