Posts in Primi e piatti unici

Panzerotti verdi al forno

Marzo 9th, 2020 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici, Ricette 0 thoughts on “Panzerotti verdi al forno”

Dosi per 4 panzerotti grandi (12 cm di diametro)

Per l’impasto:

100 gr di farina di farro monococco integrale

40 gr di margarina vegetale senza olio di palma

Per la farcia:

80 gr di anacardi

160 gr di cime di rapa bollite (il peso si riferisce alle cime già sbollentate con un pizzico di bicarbonato di sodio e leggermente strizzate)

Sale

Noce moscata

Procedimento

Nella planetaria stemperare la margarina nella farina di farro integrale, quindi aggiungere un pizzico di sale e acqua poco alla volta, fino ad ottenere un impasto molto elastico e compatto, che non appiccichi alle mani. Formare una palla, coprire e mettere da parte. In un mixer, tritare gli anacardi e le cime di rapa, grattugiare la noce moscata e salare. Lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo.

Riprendere l’impasto e stendere una sfoglia abbastanza sottile, ricavare 4 dischi con lo stampo da panzerotti di 12 cm di diametro. Suddividere la farcitura, e richiudere a metà i panzerotti, inumidendo i bordi in modo che aderiscano bene. Se non si possiede lo stampo apposito, si possono ritagliare dei dischi con un coppapasta o una ciotola, e schiacciare i bordi con la forchetta. Disporre i panzerotti su una placca da forno con carta antiaderente e spennellare la superficie con margarina. Cuocere in forno preriscaldato per circa 15 minuti a 170°C, fino quando i bordi saranno dorati e croccanti. Se avete il forno a vapore, impostate i primi 10 minuti a vapore a 170°C, e altri 3-5 minuti a 180°C ventilato con grill superiore.

Alla ricerca dell’Umami

Novembre 26th, 2019 Posted by Blog, Mailing, Primi e piatti unici 0 thoughts on “Alla ricerca dell’Umami”

Quinoa con barbabietola e radicchio al miso

Il termine umami tecnicamente definisce in giapponese il quinto gusto, dopo dolce, salato, amaro e acido. Con questi, più il piccante, si forma la tavolozza di gusti percepiti dalla nostra lingua attraverso le papille gustative, con tutte le sfumature e gli abbinamenti che ne derivano. Ma se chiedete a un giapponese di spiegarvi cos’è l’umami, la prima cosa che gli verrà in mente è il dashi, cioè il brodo al gusto di alghe (o pesce), la base della zuppa di miso e di tante preparazioni. Sono ormai personalmente convinta che dietro il termine umami si nasconda un concetto ben più complesso, un gioco di equilibri tra i 5 gusti in cui il profumo del mare è importante tanto quanto gli altri 4 (salato, dolce, amaro, acido). Le ricette giapponesi, da quelle semplicissime a quelle elaborate, non esprimono altro, in fondo, che l’arte dell’equilibrio del palato, la ricerca dell’armonia che è alla base dello zen. Il richiamo ai 5 elementi e alla natura è onnipresente.

Per due persone

180 gr di quinoa

Una barbabietola di medie dimensioni, cruda

Un radicchio lungo

2 cucchiai di Shiro Miso (pasta fermentata di soia ottenuta dalla fermentazione veloce con koji aspergillus e dal sapore meno salato del miso scuro in generale; reperibile nei negizi etnici e bio)

Olio evo

2 cm di alga kombu

Sale integrale

Salsa di soia

Zenzero in salamoia (facoltativo)

Procedimento:

Mettere l’alga kombu a mollo in un litro d’acqua per almeno un paio d’ore, meglio mezza giornata. Con questo brodo dal delicato profumo di mare, detto dashi (tolta l’alga e conservata per altre preparazioni), si otterrà la zuppa di miso e si potranno insaporire verdure stufate e altre ricette a piacere. Provare per credere!

Tostare la quinoa a fuoco medio senza l’aggiunta di olio, a parte portare a bollore 400 ml di acqua. Quando l’acqua bolle, versarla sulla quinoa, abbassare al minimo la fiamma e cuocere fino a completo assorbimento dell’acqua, con coperchio. Salare alla fine e mettere da parte.

In una padella antiaderente, scaldare dell’olio evo e rosolare leggermente la barbabietola tagliata a fette di 2-3 millimetri, quando è lucida e ha cambiato leggermente colore, aggiungere il radicchio affettato e saltare il tutto rapidamente. In una tazzina da caffè, stemperare lo shiro miso con il dashi e un goccio di salsa di soia. Distribuire barbabietole e radicchio in strato uniforme nella padella (nel frattempo il volume si sarà abbassato), e rovesciarvi sopra la quinoa allargandola bene, quindi versare omogeneamente il miso e se necessario ancora un po’ di dashi. Stufare per un paio di minuti non di più, con coperchio a fiamma bassa, in modo che il miso penetri completamente nelle verdure. Prima di servire, aggiungere a piacere qualche pezzetto di zenzero in salamoia. Mescolare e servire ancora caldo e fumante. Ai più attenti che sono arrivati a leggere fino a qui, voglio mostrare un’immagine del mio back-stage, il dietro le quinte dove scatto le foto dei miei piatti. Quasi mi vergogno un po’, visto che non è un set fotografico da blogger professionale, ma lo faccio per due motivi: primo, per chiedere consigli e scambiare idee con altre/i food-bloggers professionisti, secondo, per farvi fare due risate! Il davanzale della finestra della cucina mi regala sempre una bella luce naturale, e da qui, affacciata alla finestra sul giardino, vi saluto!

Riso integrale alle ortiche

Ottobre 16th, 2019 Posted by Primi e piatti unici, Ricette 0 thoughts on “Riso integrale alle ortiche”

Avanzano le verdure della sera prima? Nessun problema, non si butta via nulla! Entrano alla perfezione in una bowl per un pranzo veloce, con tanto di tisana detox!

Ingredienti per due persone

Un mazzo di ortiche fresche

Un cipollotto

180 gr di riso integrale

Olio evo

Mirin

Sale integrale q.b.

Dressing: yogurt di cocco non zuccherato

Preparazione

Per cuocere il riso integrale in modo rapido e senza disperdere i nutrienti, io preferisco procedere come segue: tosto il riso in una padella calda fino quando profuma, senza aggiunta di olio o altri grassi, quindi porto a bollore il doppio di acqua nella pentola a pressione, dove lo rovescio e chiudo il coperchio; a partire dal fischio, calcolo 10-14 minuti a seconda della misura del chicco di riso. Scolare e tenere l’acqua di cottura.

Pulire le foglie e le cime delle ortiche in acqua fredda e sbollentarle una decina di minuti, conservando l’acqua come tisana da bere, un ottimo rimedio detox! Rosolare in un tegame il cipollotto affettato a rondelle in olio evo, quindi aggiungere le ortiche sminuzzate grossolanamente e il riso. Se necessario, aggiungere un goccio di acqua di cottura del riso. Spruzzare un goccio di mirin, aggiustare di sale e dopo un paio di minuti togliere dal fuoco. Io lo ho abbinato a delle zucchine rosolate rapidamente in padella la sera prima, e a un cucchiaio di yogurt di cocco non dolcificato, ma qualunque verdura di stagione si accompagna bene.

NEWSLETTER

Iscriviti alla mia newsletter per scoprire in anteprima le novità

Elena Carmilla 2019. Tutti i diritti riservati